idea del blog

Non ha importanza a partire da quando. Ma sono cresciuto con l’idea di rappresentare, convincendomi di esserlo, un angelo (intesa figura candida e buona).
Sbagliavo.
Ora, non solo vorrei accogliere i miei demoni, ma autorizzarne cittadinanza spirituale.
Non dimentico la mia parte angelica certo (ora finalmente non più elitaria e quindi non più esclusiva); cerco solo equilibrio, dinamico però, che la staticità è noia e dramma vero.

Il nome del blog è quello che ho trovato essere un buon gioco di parole.
Sezionando la mia personalità, essa può essere percepita…
“non in un demone solo”: ne ho molti altri infatti a respirare, lì dentro; oppure (al limite della correttezza linguistica) per definire che essa non è “soltanto” scomponibile qualitativamente in demoni, c’è anche di più…

E perchè non raffigurare un alterego: “Nonìn, un demone solo!” Si, un demone solitario; o magari non “soltanto” un demone!

E così via.
Scriverò…e forse non solo…
Di tutto ciò che vuole Diego e di tutto ciò che vuole Nonìn, che in fondo è la stessa cosa.

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7 pensieri su “idea del blog

    1. Ciao Nazaria, grazie per aver scritto.
      Si, è la perenne contrapposizione e il perenne incontro delle nostre componenti. Per semplicità, sintetizzate in due protagonisti: Diego e Nonìn.
      In fondo, sempre io stesso.
      Posso chiederti se noti similitudini con la tua esperienza di vita?
      Suppongo di sì, visto che ognuno si imbatte nelle proprie sfaccettature, ma la declinazione di queste potrebbe differire profondamente tra persona e persona.
      Se ti va, e se non sono indiscreto, potresti dirmi la tua?
      Grazie ancora
      Diego

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      1. Ciao, Diego.
        Intanto lascia che io mi complimenti per il tuo viso aperto.
        E, non da meno, per il tuo nome e cognome.
        Punto di contatto non indifferente.
        Ognuno di noi ha in se una antitesi. Credo sia la natura umana. E se,facendo un salto indietro, ci tuffiamo nella mitologia per poi arrivare alle moderne religioni, il dualismo è alla base della vita stessa.
        La mia storia?
        Un po’ la si legge dal blog.
        Mi racconto molto.
        Sono Nazaria, ho 33 anni e….. (Scherzo!).
        Ho quasi 34 anni (questione di giorni e scavalliamo questo famoso modo di dire), una vita come tante e come tanti.
        Dolori? Più o meno.
        Sacrifici? Più o meno.
        Sposata ma (già) separata da un anno.
        Brutta storia. Da dimenticare. Ma giusto quel
        tanto che non faccia più (così) male, ma quel poco che ti renda consapevole di quello che vuoi davvero per la tua isola.
        Lavoro. Molto felice di quello che faccio, pur non avendolo mai nemmeno immaginato e rimpiangendo comunque la mancata possibilità di provare a fare ciò che sono.
        Ma c’è tempo. Tanto tempo spero.
        Sogni?
        A valanghe. Temo di avere una seconda casa arredata solo con cassetti di sogni.
        Il più grande? Scrivere.
        Ah, si. Lo faccio qui.
        Oggi è il primo compleanno del mio blog.
        Traguardo importante perché ho scelto di aprirlo per venire fuori dal mio inferno (per ognuno il suo è un inferno).
        Difetto maggiore? Te ne sei appena accorto. Prolissa. Oltremodo prolissa.

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      2. Ciao Nazaria (si, ti saluto nuovamente),
        Grazie ancora, per le tue parole, per l’esserti confidata e per la prolissità (la adoro)
        Solo su questi nostri brevi scambi di parole, io e il mio caro Nonìn potremmo scriverci qualcosa alla voce “coincidenze?”
        Perché molto sembra accomunarci, e una cosa è certa: anche io sono separato, da qualche mese.
        Mi sono soffermato su questo perché di tutte le cose che coinvolgono gran parte della nostra emotività, il matrimonio andato male è indubbiamente ai primi posti della lista circa l’impatto personale, e sentire da una persona incontrata per caso una comunanza, beh, è degna di nota e di condivisione.
        Probabilmente avremo modo di leggerci ulteriormente, e sinceramente lo spero.
        Ti auguro una buona serata Nazaria.
        Grazie, ancora!
        Diego

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      3. Intanto grazie per il rinnovato saluto.
        Che di ciao (come di grazie) non se ne dovrebbe mai avere abbastanza.
        Mi piacerebbe tu e Nonìn scriveste sulle coincidenze. Anche su queste.
        Perché no?
        A scrivere ora è Diego, nevvero?
        Aperto, solare e sincero.
        Il matrimonio andato a male è una gran brutta cosa.
        Le colpe vanno a farsi benedire.
        Per non dire altro.
        È solo un grande, grandissimo fallimento (è così), da dover masticare e mandar giù.
        Anche io spero di leggerti (e leggerci) ancora.
        Grazie a te!
        Nazaria

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