Margaret e Foster

Dal vento e dagli odori d’autunno, Margaret trovava ispirazione; e Foster, l’uomo nel giardino accanto, sferrava colpi ai suoi avversari immaginari.

Restava una manciata di giorni all’incontro e i metalli minuscoli che Rent l’avversario, avrebbe inserito nei suoi guantoni violando ogni etica, erano in sadica preparazione…

Sulla tela dipinta Margaret firmava la sua dedica e Foster le sorrideva imbarazzato; l’allenamento finiva e il giardino accanto tornava alla quiete…

La tempesta trovava sfogo dopo la manciata di giorni: sul viso di Foster, dove gli orpelli tragici dei disegni curvi delle traiettorie scorrette di Rent crearono solchi dolorosi e barocchi, lasciandolo sconfitto…

Forse è per questo che la tela, nella prima notte in casa di Foster, spontaneamente già si crepava; e i colori seppur allegri, facevano da subito malinconia…

(autore: diegofanelli)

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