Quasi in diretta

Vi scrivo quasi in diretta…
Sto facendo girare il cucchiaino; il caffè si mescola allo zucchero fino a fondersi…l’usuale routine.
Penso a questo atto consueto: favorisce una sorta di piccola ipnosi, la mente indotta a vagare senza una meta specifica.
Mi riporta a pochi minuti fa: percorrevo la strada che mi ha portato a questo bar, a questo tavolino.
Ho incontrato dei ragazzi presi nell’atto di entrare semplicemente in macchina, ma decisamente su di giri: qualcuno dall’interno, stava massacrando la melodia di una sconosciuta canzone ripetendo ossessivamente un “What… What… What…”, mentre, con l’aiuto dei suoi amici e muovendo esageratamente su e giù il suo corpo a tempo, costringeva la povera macchina ad oscillare paurosamente. Risate grasse! Se non fossi passato, credo avrebbero continuato a darci dentro; invece, superandoli, ho potuto sentire il solo permanere del “What… What… What…”, ma ad un volume più basso però, quasi dispiaciuto.
Ho riso. Fuori di testa!, ho pensato a loro riguardo, ma il mio tono era di compiaciuto apprezzamento.

È ora di bere il caffè, poso il cucchiaino lateralmente.
Indice e pollice portano la tazza alle mie labbra…sollevo il capo concordemente al movimento del mio braccio…guardo a destra…un uomo, tra i sessanta e i settanta (ad occhio e croce), non messo troppo bene a giudicare dal suo sguardo e dall’estetica della sua energia interna, guarda dritto e intensamente verso la piazza.
È giornata di festa oggi.
I tavolini dei bar sono pieni.
Sembra avere l’atteggiamento di chi ha nostalgia…
Il caffè lascia lentamente la tazza e mi incontra…
Questo mix di momenti di vita così opposti, soltanto per una differente e incolpevole congiuntura temporale, rende amaro lo zucchero che vedo sopravvivere nel fondo della tazza…

Conservo con parsimonia parte del liquido nero in bocca per qualche istante.
Il suo calore si irradia un momento in più tra le pareti, per mia scelta, prima di ridursi ad una eco termica dopo l’atto della deglutizione…
Sorrido…
Penso…
Mi illudo di aver fottuto il tempo sulla corsa a perdere della vita…
Il tempo di un caffè, e continuare ad invecchiare…

(autore:diegofanelli)
(immagine presa da internet)

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