“L’OROLOGIAIO DI EVERTON” di GEORGES SIMENON, LA MIA RECENSIONE (NO SPOILER)

Benvenuto Georges Simenon nella mia vita!
Ho letto il titolo di un tuo libro, “L’orologiaio di Everton” e, si dà il caso, che io subisca l’attrattiva dei titoli inerenti meccanismi (o luoghi chiusi, ma questa è un’altra storia) e così, eccoci qua! 
Ho iniziato una sera, ero da poco rientrato dall’ultimo giro col mio cagnolino; mi sono messo in libertà nei miei pantaloni da pigiama, e mentre terminavo di sciacquarmi il viso e la barba utilizzando un bel po’ di acqua (sai, ho una barba folta e lunga) – come sempre attento a non farla schizzar fuori dal lavandino e bagnare per terra -, mi guardavo allo specchio carico di curiosità. Stavo per leggere il tuo romanzo! 
Il tempo di lettura totale è durato esattamente lo spazio tra due pulizie di barba serali consecutive (al netto delle ore di lavoro, delle consuete passeggiate col cane e la dormita della notte di mezzo). 
La seconda e ultima sera ero ansioso di rimettermi a leggere, ovviamente (sapevo che avrei finito il libro, che avrei “saputo”), così, ho mandato al diavolo i pantaloni del pigiama (tempo guadagnato – per fortuna in casa faceva caldo); davanti allo specchio ho fatto tutto in maglietta e mutande, ho raggiunto il divano e ho scoperto la totalità della storia del Signor Galloway, l’orologiaio di Everton. 
Georges, incontrarti (seppur tramite uno solo dei tuoi romanzi, per il momento) è stata una sorpresa nel vero senso della parola! 
Lo confesso, mi attendevo una storia diversa, pacata, quasi “fumettosa” (passami il neologismo); sono rimasto di sasso di fronte al tema narrato (forte, psicologicamente) e dove “fumettoso”,  “pacato” e (introduco) “delicato” e “sottile”, sono divenuti aggettivi dello stile anziché “più puro argomento”.
Nessuna particolare ricercatezza nella forma, eppure, sei stato potente come un semplicissimo pugno dritto allo stomaco. 
Hai dischiuso, con la delicatezza del movimento di petali di un fiore, quanto nella normalità, banalità delle nostre esistenze non tutto sia catalogabile come “innocuo”, per quanto quella quotidianità non abbia mai dato, e non dia, evidenti segni di “divergenza”.
Sono tornato in bagno, con la mia maglietta e le mie mutande: ho risciacquato il viso stando attento (il solito rituale quotidiano) a non far cadere l’acqua per terra.
All’improvviso ho sentito bagnarmi le gambe…
Piccoli schizzi d’acqua provenienti dal lavandino…
Non me n’ero mai accorto in precedenza soltanto perché esse non erano nude e non per la mia (inefficace) scrupolosa, meticolosità! 
Mi sono guardato allo specchio Georges, e, per un attimo, quella banalità, quella sicurezza rivelatasi fasulla, mi hanno fatto paura; e un ghigno mi ha sorpreso riflesso nello specchio.
Come quando il Sig. Galloway….anzi no, ammutolisco, Georges! Il prossimo lettore dovrà sorprendersi a sua volta. Sempre delicatamente, quasi impercettibilmente…
D’altronde, anche i minuscoli e nascosti ingranaggi di un orologio sembrano non esistere; ciononostante, segnano il tempo di vite intere e ne nascondono meccanismi… 

(autore:diegofanelli)
(immagine presa da internet)

Annunci

2 pensieri su ““L’OROLOGIAIO DI EVERTON” di GEORGES SIMENON, LA MIA RECENSIONE (NO SPOILER)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...