“OH…”, di PHILIPPE DJIAN, romanzo. LA MIA RECENSIONE (NO SPOILER)

Il fidanzato di Michèle le sputò in faccia quando si seppe…
Sono passati trent’anni, la troviamo donna, ed è ancora lì a fronteggiare l’onta dell’orrendo massacro di cui si macchiò suo padre, quando, caricato il fucile, assassinò settanta bambini in un centro estivo.
Anni di vessazioni; voglia di fuggire; non essere riconosciuta.
Anche sua madre ne ha sofferto tanto; eppure, è ancora là che si ostina a mantenere un minimo di contatto col cosiddetto “mostro d’Aquitania”. Ha continuato ad andarci con regolarità, e soprattutto in questi ultimi tempi, supplica la figlia di fare altrettanto; percepisce un uomo che sta per gettare la spugna, in preda ad idee suicide nella prigione in cui da allora è confinato.
Ma Michèle non ha mai varcato la soglia di quella prigione, mai; ha isolato la figura paterna ad un lontanissimo ricordo, privo di qualunque caratteristica positiva: niente più odore, voce, quasi più forma.
“Avrebbe potuto finire molto peggio, non sono storpia né sfigurata… ”
“Il modo in cui la stai prendendo mi lascia stupefatto…”
È stata violentata, Michèle; il suo ex marito ascolta il racconto, sorpreso da una reazione così distaccata. Lei ricorda tra sé di aver avuto uno strano presagio qualche giorno fa; le capita di averne, segni a cui lei sin da ragazza, dopo una sbronza che le salvò la vita facendole perdere un aereo che finì per schiantarsi, ha deciso di credere.
Questi presagi possono insinuarsi in qualunque cosa e qualsiasi gesto: una volta, ad esempio, mentre si chinava a dare un soldo ad un mendicante, questi le bloccò il braccio urlandole: “I demoni, il volto dei demoni…ma se minaccio di ucciderli, allora sì, mi ubbidiscono!”; quell’accaduto fu un valido motivo per cui tornare a casa e disdire il biglietto del treno indipendentemente dal motivo del viaggio, senza neanche pensarci sopra due volte.
E suo padre? Un demone, un diavolo lo era stato? Sì, certo, si diceva; ma ne era posseduto da sempre?; oppure solo a tratti, libero in scampoli di umanità?
E quell’incappucciato che ha appena abusato di lei?
Un demone anche lui?; e lo è “sempre” un demone col cappuccio?
Si chiede cosa farà adesso…
Sembra quasi cercare un altro stupro, dallo stesso uomo, dar vita ad una specie di caccia, dove quel diavolo senza volto sarà domato dalla sua forza passiva. Una penetrazione anche metaforica a cui Michèle sembra dirsi che non si opporrebbe, come fosse (“mascherata da?”) una strana Mantide Religiosa perché intenta a fare da vittima pur mantenendo la sua famigerata attitudine, in nome di chissà quale complesso edipico rimodulatosi perversamente e dai risultati del tutto imprevedibili…
Il romanzo dal titolo “Oh…” di Philippe Djian, in sole 174 pagine, dà origine ad un mondo semantico complesso su cui non smettere di fantasticare alla ricerca di senso o, più probabilmente, di multipli sensi.
Dal libro è stato tratto un film: “Elle”, nelle sale in questo periodo.

(autore: diegofanelli)
(immagine presa da internet)

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