Bedham

Finalmente Bedham! Premi il grilletto e facciamola finita. Voglio che tu faccia quello che sei venuto a fare; ma valuta bene  perché sarà la cartina da tornasole sulla tua sorte. Se muoio tu vivi;  ma  se non crepo, dal momento che hai solo un colpo in canna,  la tua dipartita sarà molto dolorosa te lo posso assicurare sai? Mi sono sempre chiesto come si possa  ammazzare senza una pistola carica a disposizione… puoi star certo che troverei finalmente il modo. Anzi,  ci sto già lavorando, ti svelo un segreto. 
Non spari?
Ti dico subito che non scapperò, Bedham; per cui rilassati e mettiti comodo bastardo, c’è da parlare lungamente. Iniziamo col dire che abbiamo bisogno di una metafora mio caro Bedham: devi pensare ad un pozzo profondo e ad un uccello, anzi no un insetto, una libellula per la precisione, ok? Bene, vedo che mi segui.
Questa libellula, non si sa perché è attratta da questo pozzo, tu mi chiederai che cazzo di storia é la storia di una libellula che è attratta da un pozzo…ok, ok, te lo concedo ma siccome sono io che devo spiegare alcune cose, mi concederai la scelta della cazzo di metafora che voglio d’accordo? Certo che sei d’accordo, altrimenti avresti già premuto quel fottuto grilletto, so perfettamente che rimarrai qui ad ascoltare la mia stronzissima metafora della libellula che è attratta dal pozzo.
Bene, dicevamo, c’è questa cazzo di libellula che adora questo pozzo, e il pozzo è davvero profondo abbiamo detto, vero? 
Tu lo sapevi che una libellula può raggiungere i 50 chilometri orari? Non si direbbe vero? Comunque, questo è un aspetto che verrà meglio chiarito dopo. Quello su cui devi focalizzare la tua attenzione è che qui stiamo parlando di una metafora, vuol dire che al posto di ogni immagine dovrai cercare di capire cosa si cela dietro…
Cosa, o “chi”, naturalmente, vero figlio di puttana?
Comunque, dicevamo…
Mentre questa libellula scende in questo pozzo profondo, tutto il resto del mondo in superficie continua la propria esistenza: i camion vagano destinati a caricare e scaricare merci; gli stronzi che sorpassano a destra continuano a sorpassare a destra; e così via… tutto normale e “quotidiano” vero?
Benissimo.
Ora, dobbiamo introdurre un altro personaggio nella nostra storia: la figlia. Lo sai di chi sto parlando vero? Certo che lo sai: la figlia della libellula.
Anche lei con le sue belle doppie paia di ali, la sua particolare conformazione mandibolare…insomma, una libellula a tutti gli effetti, ma…
C’è una cosa che la differenzia dal suo genitore, ed è ovvio, il fatto cioè che sia più piccola, e quindi meno esposta ai vizi (o comunque meno colpevole…); per il suo genitore invece il discorso è diverso, è grande, e per questo più responsabile, o meglio, “dovrebbe” esserlo, giusto? Ti vedo cambiare espressione Bedham…Posso continuare? Te la senti di ascoltare fino alla fine questa storia?
Si?
Bene…
La libellula genitore ha un vizio: adora i pozzi profondi e quando ne vede uno non fa altro che infilarcisi dentro…
Ma quando gli si infila dentro, il genitore non può più controllare sua figlia giusto? La figlia è in superficie, smarrita, in attesa che il proprio genitore torni nel mondo delle sue responsabilità, che la smetta di distrarsi con quel suo vizietto…
Scusa se mi ripeto ma, sembra che tu sappia di cosa sto parlando, hai cambiato decisamente espressione. 
Stai tremando, Bedham…la pistola si muove con gli spasmi della tua mano.
Vuoi sparare?
Un colpo solo in canna Bedham, BUM, mi uccidi e sei contento. Ti ripeto, bada a farlo per bene, concentrati, perché so che non sei un assassino; al contrario, sei una persona…come si dice? Onesta? Ah si, onesta, mentre io sono il cattivo, giusto?
O meglio, non lo sai, vero?
Sei qui per scoprirlo…
E stai attendendo il momento in cui lo scoprirai per essere sicuro di non sprecare l’unica pallottola del cazzo che ti rimane…
Ahahha bravo Bedham!
Così si fa, si rimane impassibili, a costo di farsi violenza, e si attende l’arrivo della verità. Ma siccome io sono un fottuto giocherellone, la nascondo, ci metto una bella metafora e ti mando in pappa il cervello, più di quanto non ci sia già andato…
Bedham, lo sai che è Halloween? 
Sai anche questo? Certo che tu sai proprio tutto!
Figlio di puttana cosa cazzo fai?!
Bedham, la macchina va dritta in curva!…
Bedhaaaaaaammm…
Vago ricordo di una bottiglia di whisky vuota.
Sopravvissuto.
Pistola in bocca, un colpo solo.
BUM.
Due libellule in meno…
Tachimetro fermo a 50 km/h…

(autore: diegofanelli) 
(immagine presa da internet)

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4 pensieri su “Bedham

  1. Non nascondo una certa difficoltà nel commentare questo pezzo. Più che altro perché credo di non averlo capito appieno. Suppongo che tutto si “riduca”, in finale di racconto, ad un Bedham che parla con un’altro Bedham, la parte più intima di sé che dialoga con l’altro sé. Il proprio subconscio, il suo alter ego? Non lo so. Qualcuno o qualcosa che lo accusa/incolpa della sua incapacità di prendersi le proprie responsabilità, questo mi sembra chiaro. Il resto, soprattutto il finale, l’ho trovato un po’ “sfuggente”, perlomeno per quanto mi riguarda.

    Comunque, il fatto non aver completamente colto il significato del racconto non vuol dire che non mi sia piaciuto. Tutt’altro: l’ho trovato brillante e scritto bene. Unico appunto, forse in alcuni punti avrei ridotto l’utilizzo delle parolacce, che se utilizzate in eccesso possono rendere ridondante il tutto.

    Comunque ottimo!

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