Scintillio

​Sua madre indossava un vestito bianco. 
Lei era chiusa in quei piccoli giubbotti con la cerniera. 
Io, con la mia folta e lunga barba sedevo ad un tavolo vicino. 
Sorseggiavo un cappuccino, e nei passaggi intermedi consumavo avidamente tovagliolini di carta estraendoli dal contenitore; dovevo rimuovere dai baffi le tracce di latte per non suonare ridicolo. 
-Mamma… 
-Dimmi, amore.
-Ma come fa a mangiare, quel signore? 
Era da un po’ che mi osservava, e io volutamente non ricambiavo per non incuterle timore; la lasciavo giocare. 
Sua madre si voltò, mi guardò per un attimo, mi vide intento ad eseguire l’ennesima pulizia,  si rigirò verso la figlia e con un leggero tono di imbarazzo le disse… 
-Lascia stare il signore, tesoro… 
-Si,  ma come fa a mangiare? 
Alzò un po’ la voce, era la sua domanda legittima e tutto sembrava fermarsi per lei, in virtù di una risposta che doveva arrivare…
La signora a quel punto non poteva più sperare che io non avessi sentito, così approfittò del fatto che avessero terminato la colazione, prese la sua piccola, la aiutò a scendere dalla sedia,  e prima di dirigersi alla cassa per pagare le consumazioni si avvicinò a me con discrezione; e non senza un certo disagio, mi riferì… 
-La scusi, per favore, mia figlia è tanto curiosa,  non vorrei l’abbia infastidita… 
-Non c’è nessun problema, signora, si figuri… È stato divertente!
Mi sorrise,  rilassò lievemente la muscolatura del viso e mi augurò una buona giornata. 
Ripresi quindi a sorseggiare il mio cappuccino, quando venni interrotto da una manina che si posava sul mio braccio.
La piccola, nel suo giubbottino chiuso,  mi fissava finalmente più da vicino. Aveva una luce speciale negli occhi, come uno scintillio che preludeva qualcosa. 
Mi guardava la barba… 
Sostenne quel momento e poi assecondò quel suo scintillio. 
Prese il pezzo finale del cornetto che avevo inspiegabilmente lasciato ancora nel piattino, lo avvicinò con attenzione alla mia bocca e attese,  quasi pretese,  che io lo mangiassi. 
Allontanò la sua mano ma non riuscì a riportarla lungo i suoi fianchi, quasi che tutte le energie fossero impegnate con me nell’atto della masticazione. 
Mi guardò negli occhi… 
-Ma allora mangi come me! 
E sorrise di gusto. 
Aveva terminato la sua ricerca, ottenuto i suoi risultati,  così, mi poté dare le spalle, dirigendosi verso sua mamma che ignara ultimava la fila. 
Ma quando sembrava essere finito tutto,  la piccoletta si girò nuovamente. 
-Ora però ti devi pulire, altrimenti fai ridere! 
E dando sfogo ad una fragorosa risata si attaccò alle gambe della madre,  che fissandomi, mi chiedeva ancora scusa con gli occhi. 
-È tutto ok,  signora. –  le dissi ridendo contento e sorpreso. 
Fu tutto divertente, buffo e tremendamente serio.

Dedicare attenzione a quello scintillio, alla fame di conoscenza dei bambini è quasi un mestiere. 
Cercherò di tenerlo sempre a mente, non relegandolo negli anfratti della mia memoria; e man mano che con l’età rischierò di diventare serioso, ancorché serio, spero che un improvviso scintillio mi riporti alla ragione. 
La ragione del riso e dello stupore. 

(autore: diegofanelli) 

(immagine presa da internet) 

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