#primalastoriapoilafoto episodio 4

Ci vedi contenuti nei vestiti pret-a-porter darci un tono da sartoria dei sogni su misura. Mangiare al McDonald’s con quel senso di inadeguatezza, perché la fame è fame anche per noi, e soprattutto costretti dalla fretta (diremo), abbiamo concesso ai denti di mordere hamburger in serie, pret-a-porter anch’essi nelle misure stampate su cartelloni con impressi il costo. Mini, Maxi, Mega…

Però ci vedi pure, distinti, sfilarci le cravatte per legarci con esse a letti in disordine, fedifraghi e istintivi tra le carni di una puttana.
Chi siamo…
Siamo tutti noi, nell’affanno del distinguerci, giustificarci o nascondere la nostra natura complessa, contraddittorio motore alimentato al prezzo di materia grigia e cuore.
Lo sfogo consapevole ma negato delle nostre inclinazioni diviene vizio, che con borghese ostinazione facciamo finta di non possedere. Come non possiamo ammettere di godere di un merdoso panino di un Burger King qualunque in un anfratto di Praga, ad esempio.
Facciamo i conti con almeno due immagini di noi: quella che palesiamo agli altri e quella contenuta nel cestino della melma a cui ci siamo convinti appartengano le nostre bassezze. Vogliamo dar l’impressione di risplendere di una purezza che non ci identifica per niente.
E l’altro (non noi) è il consumatore seriale d’hamburger seriali; non sono io, io che invece delizio i miei canali digerenti con le molecole della mia superbia, legate chimicamente nei cubi più o meno plastici delle nostre consumazioni da alta cucina dell’autocompiacimento.
Siamo stanchi, questa è la verità.
Tanto stanchi, che per un attimo vorremmo costringerci a mangiare da terra con un gesto anarchico e liberatorio. Partire dalle labbra, leccare l’asfalto, e visibilmente (e soprattutto platealmente), destabilizzare la società nostra che ci ha omologato a vivere questa illogica, ansiogena, privazione di una parte dell’io.
In questa foto, siamo su corso Umberto, una via della mia amata e odiata Francavilla Fontana.
Giace a terra quella patatina.
Chi avrà il coraggio di compiacersi di gustarne lo schifo?

(autore: diegofanelli)

Nota dell’autore: con l’hashtag #primalastoriapoilafoto ho inteso raggruppare una serie di micro-racconti, e/o riflessioni e/o ricordi che avessero una qualunque relazione con l’immagine postata. Un tentativo di evidenziare meglio la potenza di una foto tramite la condivisione di pensieri personali legati ad essa.

Sul mio profilo Facebook, questo testo è stato pubblicato con #primalastoriapoilafoto episodio 4 (su questo blog li ripubblicherò – probabilmente – senza seguire la sequenza originale)

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