Quiete

Se la matita giaceva tra le dita, il volto si faceva serio, e uno strano suono fendeva l’aria fino ai miei timpani.

Presi la sua mano  mentre il tramonto tinteggiava  il cielo di marzo, sentii tremare la mia…

La ritrasse gentilmente e si dedicò alla scrittura in un giorno ventuno che ci accudiva…

“Con in bocca l’equinozio,
Si diventa giorno,
E si ascolta il suono di dio…
Vivi!”

Mi scrisse…

(autore: diegofanelli)

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