Enigma della filastrocca di Selma

Non c’era coda cattiva tra gli angoli della casa,
non sconvolgeva il sonno dei viventi cattiva coda…
L’appeso,
la carta che Selma adorava mostrare con gli occhi fissi era una carta sporca, faceva annerire l’aria se mossa; e toccarla o soltanto fissarla lasciava visitati da uno strano qualcosa…
La finestra sbatteva,
Selma scorgeva un fagotto di pane, lo impugnava e lo lanciava verso l’oggetto sbattente;
i vetri in frantumi,
nessuna traccia di coda cattiva, nessuna traccia di cattiva coda…

I viventi dormivano docili il sonno, vinti tra il destarsi e l’oblio del riposo;
e Joshua urlava…
Una prima volta, per il vetro infranto; una seconda e una terza perché l’appeso, la carta, scompariva da atto magico…
La gravità invertiva,
coda cattiva appariva,
appariva cattiva coda…

E Joshua pendeva verso l’alto,
come fosse il basso un giù che rispondeva sopra…

L’appeso all’inverso,
tra i sonni e i sogni morbidi dei viventi la casa della terra…
Coda cattiva era il fulcro dell’appeso, ne stringeva caviglia da brava cattiva coda…

Mostrare a coda cattiva l’appeso,
l’appeso,
ha cattiva coda da mostrare…

(autore: diegofanelli)

Canzone suggerita: All is violent all is bright – God is An Astronaut

Immagine presa da internet

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