C’erano due porte a mezzanotte

C’erano due porte a mezzanotte,
cocaina da sciogliere e sua madre…
Sua madre scompariva sempre dietro quelle porte.
A farci caso, ogni volta sembrava che il drappo finale del vestito si bloccasse sull’uscio in chiusura.
Ma ogni volta era salvo.
Era mezzogiorno e le finestre si trafiggevano peccaminose della violazione del sole.
Potente emanazione di luce in quella stanza.
Lui entrò alla ricerca di sua madre, il drappo stavolta giaceva sull’uscio chiuso e se ne era preoccupato…
L’apertura allentò la tensione della gonna di lei, l’abito di fiori raffigurati.
Sembravano ginestre piantate nel pavimento, ed era un incanto desensibilizzare lo sguardo e abituarlo ad una piantagione inconsueta…
Non avevi mai goduto della vista di campi di ginestre disegnate penetrare il pavimento alla ricerca di radicarsi nel ben più duraturo cemento,  vero?
Nasceva un nuovo campo di fiori davanti a sé , mentre il corpo di sua madre appassiva.
E quanti anni erano passati da quel mezzogiorno?
C’erano due porte a mezzanotte…
E cocaina sciolta…
Le finestre erano vergini adesso, il buio pudìco.
La mano sul pomello.
Nessun drappo sull’uscio, nessuna piantagione di fiori in attesa dall’altra parte.
Lasciò cadere il liquido nei suoi occhi. La cocaina nelle orbite alla ricerca della memoria di una vita infranta.
Vorticò il pomello.
E la porta si spalancò alle bramosie della  sua mente,  ricordi,  ologrammi che si facevano reali nel sonno indotto dalla cecità autoinflitta.
In un ricco distendersi di ginestre, sua madre giaceva nuovamente a terra, il suo vestito disegnato di quei fiori, le sue radici tra vita e morte…
Le ginestre, foglie caduche…
Sua madre ebbe di caduca la vita…
Se iniettate di cocaina, quelle foglie divengono occhi, guardano l’altro mondo, alla ricerca di legame per anestesia delle leggi che governano le nostre vite e  due porte a mezzanotte…
E che a mezzanotte si chiudono…
Per riaprirsi al mezzogiorno dei suoi occhi…

(autore: diegofanelli)

Nota: nel 1884, Karl Koller,  oculista austriaco,  eseguì la prima anestesia locale facendo uso di cocaina.

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