Urlano i tarsi?

Devi andartene a fanculo!
Perchè cazzo credi che faccia questa vita?
Per rompere i coglioni a te, ovvio!
Non hai capito un cazzo, se solo pensassi meno a te stesso e guardassi al cielo non come un’estensione della tua stanza ma come il monolocale del cazzo di tutti, allora potresti capire. Ma con te non funziona così.
Vedi gli uccelli del cazzo che volano? Non sono tuoi, appartengono all’aria che ci circonda.
Tu invece credi che l’ossigeno sia emanazione di te, e non il contrario.
Perchè la verità è che TU sei emanazione d’ossigeno.
Tutti lo siamo.
Respira, stronzo…
Respira fino in fondo.
Riesci a trattenerlo?
No, lo devi per forza buttare fuori.
Sei emanazione di ossigeno, non viceversa!
Per questa ragione quel gabbiano non ti apparterrà mai.
Mettiti là sopra, su quel cornicione, forza, e osserva il suo volo.
Inspira potentemente…
Ecco, stronzo, lo vedi?
Non si avvicinerà mai.
Se tu provassi a sbattere le tue braccia violentemente e ti spingessi in avanti, cosa otterresti, stronzo?
Otterresti un uomo in più nell’incognita di un paradiso oppure un cazzo…
Tu non lo possiedi quel gabbiano!
Perchè non sei in grado di possederne il volo.
Gestisce l’aria a suo piacere, lui.
Tu invece non puoi, devi sputarla fuori e non puoi fare altrimenti!
Ridi, eh?
Buttati stronzo!
Buttati e non guardarmi!
Che cazzo fai?
Ti butti sul serio?
Che caz…
Noooooo…
Ecco lo vedi?
Ecco lo vedi, stai cadendo, stronzo.
Cadrai e non avrai alcuna possibilità di volare…
Mi guardi?
Ho detto di non guardarmi!
Ho detto di non guardarmi!
Respira…
Respira l’aria dei gabbiani.
Togligli l’aria, impedisci il loro volo!
Ti odio!
Ti odio, perchè non ci sono più gabbiani…
Sembra tu ci stia riuscendo, stronzo!
Morirai, ma la tua caduta ergerà il tuo dominio sull’aria…
Cristo, cadi in volontà e decisione, i grattacieli corrono all’inverso, dritti alla volta celeste!
Ora mi butterò anche io.
E morirò…
Ma non come te.
Io lo farò di codardia…
Tu da re!
Re dell’aria dei gabbiani.
Ossigeno nella vita che muore…

Un uomo che urlava. Sul grattacielo.
I suoi piedi scalzi tagliati, aveva salito a piedi le scale con uno specchio grosso tra le mani, aveva oltraggiato i suoi tarsi.
Rimaneva solo lo specchio, adesso…
E l’eco delle parole che aveva vomitato al se stesso, riflesso.
Un uomo, che era vinto e vincitore…
Il primo nello specchio, il secondo…
In volo…

Dimmi, ora…
Come sono i tuoi tarsi?

Perchè nell’aria c’è del sangue…

(autore: diegofanelli)
Canzone suggerita per la lettura:
band: Prodigy
song: Get Your Fight On

immagine presa da internet

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12 pensieri su “Urlano i tarsi?

      1. Si, credo che sia questo che stiamo facendo.
        E io la vedo proprio come te.
        Ciò che ho scritto ha questo intendimento che gli batte dentro.
        Sarà questa la vita… Lo spero, Naza’ (mi permetto l’accento confidenziale)

        Liked by 1 persona

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