Sempre su carta

Non scrivo promesse su muscoli striati involontari.
Vorrei, ma non lo faccio mai, lasciarti intarsi radicati all’interno dello sterno.
Ti scrivo sempre su carta invece,
può volare sul ponte di una nave…
E crepitare, alla tragica vicinanza del fuoco.
Le mie intenzioni…
Vederle ti sia il minimo impegno di una notte…
E quando su questa prua sostituiranno i miei i tuoi piedi scalzi,
affannati nel leggerle ti prego,
sia notte quando lo farai…
Ma per favore,
attendi Maria Vittoria…
Si metterà a testa in giù, lo fa sempre,
i suoi capelli reggeranno il suo peso di piccina e la sua strana posizione ti renderà oceano quello che in realtà è cielo…
Oceano quello che in realtà è cielo…
Lancerai come sempre in aria la mia poltiglia di carta in fiamme,
ma finalmente quel cielo così diverso spegnerà il tuo fuoco anziché alimentarlo d’aria, comburente di sogni…
Quel piccolo rogo…
non più rosso incendio…
ma flebile magenta, tiepido inferno, cremisi fermato.

(autore: diegofanelli)
Canzone consigliata per la lettura: Tape Recorder
Band: Hammock
NB: immagine presa da internet

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13 pensieri su “Sempre su carta

    1. Ciao cara Nazaria,
      è sempre piacevole leggere parole così. Sono molto felice che tu abbia usato il termine “evocativa”, è quello che spero suscitino le cose che scrivo: l’ evocazione, ognuno secondo i propri “incanti” .
      Come sempre, grazie.
      Ti auguro una dolce giornata, Nazaria.
      Diego

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