FIRMINO, di Sam Savage (NO SPOILER) – Video Recensione

La mia VIDEO Recensione (NO SPOILER) del libro:

“FIRMINO”, di Sam Savage.

Ho già pubblicato tempo fa la versione scritta (cercatela con l’opzione di ricerca)

Buona Visione!

video recensione di Diego Fanelli

Testo: Diego Fanelli

Brani in sottofondo
(dal sito freemusicarchive.org):

Corporate Presentation, di Scott Holmes
Happily Ever After, di Borrtex

contatti:

Facebook: diego.fanelli.37
Blog: NonInUnDemoneSolo.wordpress.com
Email: diegobruges@gmail.com
telegram: diegofanelli
instagram: diegofanelli

– diegofanelli –

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Annunci

Il Cervello di Mio Padre, di Jonathan Franzen (NO SPOILER) – Video Recensione

La mia VIDEO Recensione (NO SPOILER) del libro:

“Il Cervello di Mio Padre”, di Jonathan Franzen.

Ho già pubblicato tempo fa la versione scritta (se volete leggerla, cercatela qui con l’opzione di ricerca)

Buona Visione!

– diegofanelli –

video recensione di Diego Fanelli

Testo: Diego Fanelli

Brani in sottofondo
(dal sito freemusicarchive.org):

Corporate Presentation, di Scott Holmes
Minute by Minute, di David Hilowitz
Slowly Drift Away, di Daniel Birch

– diegofanelli –

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

“FIRMINO”, di Sam Savage – LA MIA RECENSIONE (NO SPOILER)

“Joyce era Un Grande, forse il Più Grande. Io sono stato sgravato, deposto e allattato sulla carcassa defoliata del capolavoro più non-letto al mondo.”

Più non-letto al mondo; e lui è Firmino, il ratto più non-ratto al mondo, della cui vita egli stesso indica l’incipit di un ipotetico racconto: “Questa è la storia più triste che io abbia mai sentito”.

Il più gracile di tredici fratelli, è costretto ad accontentarsi degli avanzi al sapore di alcol succhiati in fretta dalle mammelle di sua madre ubriacona; in condizione di necessità quindi – ed in quanto sgravato, si diceva, dalla grassa madre all’interno di un negozio di libri -, proverà ad assaggiare le pagine delle opere a sua disposizione e a farsene, all’inizio suo malgrado, nutrimento. S’accorgerà non solo di abituare sempre di più, giorno dopo giorno, il suo organismo a quel tipo di alimento, ma di trarne – oltre che chimico sostentamento -, giovamento psicologico, in senso strutturale-evolutivo.

Firmino il ratto, diviene quindi una creatura ibrida: un non-ratto, dicevamo, capace di entrare in contatto con la realtà-mondo che lo circonda in duplice forma: quella primitiva appartenente alla sua specie, e quella di un abbozzo umanoide senza mento, citazionista, appassionato lettore, scrittore mentale (le sue storie le immagina, ricordandole a menadito) senza mai raggiungere lo stadio finale: l’animale più non-visto, più non-amato al mondo che non diviene mai umano!
Una maledizione incredibile: sapere cosa voler essere, ed essere consapevole di non poterlo mai diventare.
Un mostro!
Attraverso (e nonostante) questa condanna, egli entra in contatto con Norman Shine, proprietario di Pembroke Books, il negozio di libri in cui la sgravata ha avuto luogo; così come con Jerry Magoon, una stramba figura, che fa di tanto in tanto visita a Norman.
E poi le donne, e gli istinti provati senza mai poterne dar sfogo…

Un romanzo meraviglioso questo di Savage, triste e al contempo pieno di voglia di vivere, che, seppur repressa, rimane malinconicamente invincibile nella sua aprioristica sconfitta.
“Joyce era forse il Più Grande”, citando Firmino il cinico (perché non aspettatevi affatto l’animaletto disneyano!), e questi, nutritosi delle parole del forse il Più Grande – così come di migliaia di altri autori – si autonarra cinicamente in una storia sospesa sul baratro, nella quale persino il cielo soprastante non è la salvezza: un mostro ibrido non si salva mai infatti, per quanto sia Geniale rispetto alla sua specie!

Rimarrà un non-letto, nonostante abbia vissuto, al pari della creazione di Joyce, da capolavoro!

– diegofanelli –

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Donazione Organi: Come Fare

Ho fatto un piccolo video, ricapitolando i vari modi per raggiungere lo stesso risultato: dichiarare di poter disporre dei propri organi, tessuti e cellule, dopo la morte.

Grazie a tutti coloro che commentando sotto il post del 30 gennaio sul mio Facebook, giorno in cui ho avviato la procedura (cercate sulla mia bacheca – è pubblica), hanno contribuito a stilare questo piccolo elenco di possibilità.

Donare: un atto d’amore…

Pensateci.
E condividete.

Ciao.

– diegofanelli –

#_MioTesto_#: Urlano i Tarsi?

Leggo-interpreto un mio testo: “Urlano i Tarsi?” (già pubblicato qui sul blog, in forma scritta).

E’ un inno al coraggio e alla rinascita, forse narrato in modo un po’ oscuro, ma è come la sofferenza di una Fenice prima della nuova vita…

Scritto qualche anno fa, ri-editato di recente, in occasione della partecipazione ad un Poetry Slam qui in zona…

Quando (e se) in futuro la mia memoria si aggiusterà, molto probabilmente lo reciterò senza l’ausilio del “gobbo” (lo smartphone!) e ne farò un nuovo video.

Nell’attesa, spero che comunque apprezzerete (o che segnalerete le vostre impressioni anche in caso negativo).

INFO circa il video:

testo: diegofanelli
lettura/interpretazione: diegofanelli

loop di base: estratto del brano “Corporate Presentation” di Scott Holmes (liberamente utilizzabile, scaricato dal sito freemusicarchive.org)

brano in sottofondo: “Madisin” di Jonas (liberamente utilizzabile, scaricato dal sito freemusicarchive.org)

Grazie per la visione.

Ciao!

TESTO INTERPRETATO (disponibile sul blog):

Devi andartene a fanculo!
Lascia che ti dica una cosa: non hai capito un cazzo!…Se solo pensassi meno a te stesso e guardassi al cielo non come un’estensione della tua stanza ma come il monolocale del cazzo di tutti, allora potresti capire. Ma con te non funziona così.
Vedi gli uccelli del cazzo che volano? Non sono tuoi, appartengono all’aria che ti circonda.
Tu invece credi che l’ossigeno sia emanazione di te e non il contrario.
La verità è che TU sei emanazione d’ossigeno! Tutti lo siamo.
Vuoi una prova?: respira, stronzo…respira fino in fondo.
Riesci a trattenerlo? No, lo devi per forza buttare fuori! Sei emanazione d’ossigeno, te l’ho detto, non viceversa!
Per questa ragione quel gabbiano non ti apparterrà mai.
Mettiti là sopra, su quel cornicione, forza, e osserva il suo volo, inspira potentemente…
Ecco, stronzo, lo vedi?
Per quanto tu possa aspirare tutta l’aria che vuoi, quel maledetto gabbiano non lo risucchierai, non si avvicinerà mai, NON TI APPARTERRA’ MAI!!!
E facciamo un’altra prova, va bene?: se tu tentassi di sbattere le tue braccia violentemente e ti spingessi in avanti, cosa otterresti stronzo?
Un bel BAM sull’asfalto!
Tu non lo possiedi quel gabbiano!, perchè non sei in grado di possederne il volo! Gestisce l’aria a suo piacere lui, la respira e ne fa cuscini invisibili su cui sostenersi placidamente; tu invece non puoi, non solo devi sputarla fuori quell’aria – e non puoi fare altrimenti – ma non puoi neanche lontanamente immaginare di volare!
Ridi, eh?
Buttati stronzo!
Buttati e non guardarmi!

(ahahaaha risatina isterica)
Ecco lo vedi, stai cadendo, stronzo!
Continuerai a cadere, e BAM, ti spiaccicherai al suolo…
(Silenzio, cambio di tono)

Era un uomo solo che urlava solo sul piano più alto di un grattacielo…
I suoi piedi scalzi feriti, tagliati: aveva salito a piedi le scale con uno specchio grosso tra le mani…saliva, si guardava riflesso e si parlava, mentre la base di ciò che trasportava – priva di protezione – tagliava i suoi tarsi…

Dopo il salto, solo lo specchio sulla piattaforma di un alto grattacielo e l’eco delle parole che aveva vomitato al sé stesso specchiato…

Un uomo che era vinto e vincitore…
Il primo, debole, rimasto intrappolato nella sua paurosa e irosa riflessione; il secondo, forte…
In volo…

Una lotta di personalità.

E adesso dimmi…
Come sono i tuoi tarsi?

Perchè nell’aria c’è del sangue…

– diegofanelli –

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Un binario in fondo è un solco

Un binario in fondo è un solco.

Ciò che vi si trova a sinistra e a destra (in genere vegetazione), essendogli tendenzialmente sopraelevato, lo rende configurabile (usando un po’ di immaginazione) come uno scavo direttivo a base di due linee – ipoteticamente senza fine – a distanza costante tra di esse.

Sono in attesa alla stazione. Come ogni mattina.
Il treno è appena stato annunciato in ritardo, si tratta di un nuovo aggiornamento: ora 10 minuti, poco fa 5…ho la sensazione si accumulerà ancora…

E così io gioco al contrario, accumulo anticipo (tanto ho tempo da far passare): 5 minuti indietro, 10, 30, 240 (che sarebbero 4 ore; lo ricordo bene perché acquistavo le videocassette VHS vergini da utilizzare col videoregistratore e la durata vi era stampigliata sopra in minuti), 480 (2 VHS da 4 ore l’una)…arrivo a contare fino a 3 VHS da 240 fa: ieri pomeriggio, grossomodo le 18…

Passeggiavo col cagnolino, e mentre lo facevo mi tornava alla mente quanto sia utile per gli amati “quattrozzampe” modificare ogni tanto i percorsi battuti, spezzare la routine per consentire loro di ricevere nuovi stimoli olfattivi…
Cosicché proseguo dritto anziché svoltare a sinistra come di consueto; poi svolto sì a sinistra, ma più avanti, fino a ritrovarmi lungo il vialetto principale della villa comunale il quale tante volte – quand’ero bambino – ha sentito i miei piedi solcarlo, a tal punto, che ora posso immaginarmi come un treno che scorre lungo il binario che esso decido possa rappresentare; la vegetazione di sinistra e destra (le piante tagliate in forma spigolosa) divengono quindi la sopraelevazione che lambisce carrozze abilitate a scrutare tra i miei ricordi…

Ritrovo la fermata dove una bambina mi inseguì per ricevere la risposta alla sua letterina d’amore e dalla quale fuggivo imbarazzato (non gliela diedi mai; e da grandi lei mi ha restituito la pariglia, cazzo!); quella in cui alle elementari un bambino minacciò di abominevoli sofferenze un mio amico per un torto subito (a suo dire), lasciandomi cagato addosso dalla paura; e rivedo quella in cui una sera (molto più recentemente), seduti su una panchina, mangiammo tante buone “tette della monaca”, dolci meravigliosi che un’amica aveva portato da una cittadina del barese (ora però sto pensando alle tette più propriamente dette, ma questo è un altro discorso!…).
E ne scorrono tante altre dal vetro trasparente interposto tra i miei occhi e queste banchine fantasticate grazie alla magia del viaggio temporale a cui ognuno, in fondo, è costantemente abbonato…

Il solco scava ulteriormente nel terreno; si è abbassato (e si abbassa) quanto più il treno di me, di noi, vi è passato e continuerà a passare…

Tranne quello odierno – tornando ad un presente di chissà quante VHS da 240 minuti in avanti – per il quale (sono le 7.05) il ritardo annunciato è già salito a 30 minuti…

Non so se esistessero VHS da 30 minuti, e comunque, non credo esistano più in commercio VHS in senso generale; ma mezzi pubblici su binari, in ritardo, almeno di questa quantità – sono fottutamente certo -, purtroppo ancora sì.

INSERT CASSETTE – PRESS PLAY – CHIEDERE PASSAGGIO AD UN’AMICA…

“E VISSERO ABBONATI E SCONTENTI”

– diegofanelli –

(immagine: foto del vialetto della villa comunale, scattata ieri)

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Video: L’AMICO RITROVATO – di Fred Uhlman – LA MIA sTrAnA_RECENSIONE (NO SPOILER)

(il mio TESTO, che interpreto, è disponibile più in basso)
(Recensione – in formato testuale – già pubblicata con precedente post)

Una mia sTrAnA_RECENSIONE (NO SPOILER) del romanzo “L’AMICO RITROVATO”, di Fred Uhlman, casa editrice FELTRINELLI
Il Video è stato montato (e caricato su YouTube) interamente il 27/01/2018, ricorrenza della giornata della Memoria.

Se vi è piaciuto e intendete iscrivervi al mio canale YOUTUBE (oltre che qui, al blog), sarà davvero un piacere e vi ringrazio in anticipo!

Lasciate i vostri commenti, anche in caso di giudizi negativi (purchè scritti sempre con rispetto), sarà interessante confrontarsi.

INFO circa il video:
testo: diegofanelli
lettura/interpretazione: diegofanelli

loop di base: estratto del brano “Corporate Presentation” di Scott Holmes (liberamente utilizzabile, scaricato dal sito freemusicarchive.org)
music by audionautix.com (Seductress Dubstep) – visit audionautix.com

Licenza Creative Commons Applicata: Attribuzione Non Commerciale Condividi Allo Stesso Modo 4.0 Internazionale

Grazie per la visione.

Ciao!

blog: NonInUnDemoneSolo.wordpress.com
email: diegobruges@gmail.com
facebook: diego.fanelli.37
instagram: diegofanelli
telegram: diegofanelli

TESTO INTERPRETATO (già disponibile su questo blog – Licenza Creative Commons):

Sto guardando il mio petto salire e scendere, l’aria entrare e andare via…

Sono io che vi scrivo, parlo di me per un attimo; consento a questi cambi volumetrici della mia gabbia toracica di fare da ritmo visionario, dar vita ad un movimento che mi rendo conto solo adesso sincronizzarsi coi ricordi del romanzo che ho riletto dopo tanti anni: ad ogni cambio di stato – “pieno / vuoto d’aria” -, immagini dal Karl Alexander Gymnasium si presentano al mio sguardo vagante.
Vago, sì, fino a quell’aula scolastica, dove ragazzi della Germania dai primi accenni nazisti (ancora non creduti del tutto, ancora non attuati – purtroppo sottovalutati), vivono per il momento in condizioni che definiremmo di normalità.

Il mio atto polmonare oltrepassa la cattedra e sceglie un bersaglio: combacia col respiro di Hans Schwartz, ebreo, seduto tra i banchi e colpito come tutti dall’arrivo di un nuovo compagno: Konradin von Hohenfels…
Lo guarda, entra a sua volta in sincronia con l’atto polmonare di lui, lo studia in quei suoi abiti denuncianti la diversa posizione sociale; ma Hans Schwartz, vittima di una solitudine che si protrae da tanto (troppo), desidera un amico, e l’arrivo di questo coetaneo dal cognome a cui tutti si rapportano con riverenza, rispetto, timore; piuttosto che cancellare sul nascere ogni tentativo di avvicinarlo, ne stimola l’atteggiamento opposto: raggiungerlo.

Un’osmosi inversa, e riossigenante: di qua, l’ebreo che si nutre dell’aria a maggior fattore di anidride carbonica per via della sua condizione sofferta; e di là, un von Hohenfels, dal surplus di aria pura tale da poter abbracciare (e riequilibrare) i loro mondi cosi distanti.
Le speranze di Hans vengono ripagate: dietro una facciata quasi aliena, infatti, Konradin si rivela condividere molte delle passioni del suo nuovo amico con il quale finirà col passare tante ore insieme.
Divengono inseparabili.

La Germania però, nel frattempo cambia, Hitler è nella sua fase inarrestabile ed un giorno, anche il Karl Alexander Gymnasium fa i conti con quella storia maledetta; un biglietto, posato sul banco del nostro amico ebreo sembra poter battezzare in acqua diabolica il cambio di paradigma socio/antropologico tedesco…

“Piccolo Yid – vogliamo dirti addio Che tu raggiunga all’inferno i senzadio.”

Penso al corpo del caro Hans di fronte a quel foglio di carta: un momento, metaforicamente, vero e proprio spartiacque davanti cui, fare delle scelte, non rappresenta un’opzione ma una necessità.

Le farà; e così Konradin…come tutta la Germania intera e il mondo di rimando.

“L’amico Ritrovato”, di Fred Uhlman: un romanzo semplice, veloce, delicato, in cui, l’aver stralciato volutamente la violenza di quegli anni dalla narrazione, lascia che ad urlare e rivendicare riflessione e giustizia siano gli incanti e i disincanti delle dinamiche semplici tra persone, massacrati (e massacrate) da quell’impazzimento collettivo chiamato nazismo…

“Gli incanti e i disincanti delle dinamiche tra le persone…”

Sì, quelle a cui non va tolta l’aria per nessuna ragione.

Sospendo il respiro per un attimo…
Riprendo.

– diegofanelli –

Concessione alle pieghe molli

Concessione alle pieghe molli della personalità.
Ore 6.31.
Respiro, cammino sul solito percorso di cemento.
Guardo a sinistra la scalinata su cui sedevamo nel lontano ’94; s’incominciava ad uscire senza dovere (e volere) entrare esclusivamente in una sala giochi (per i non frequentatori anagrafici di quegli anni: le antesignane, fuori dalle mura domestiche, delle console e dei super PC attuali, con molta più immaginazione richiesta lato giocatore).

Guardo sulla destra la zona dove per la prima volta una ragazza rivendicò il suo diritto ad essere salutata, attribuendomi scherzosamente la reità di uno snobismo che io in realtà non contemplavo tra le intenzioni (oggi è lei però a non salutarmi, credo lo faccia con snobismo vero…).

Oltrepasso l’ingresso della stazione centrale come quasi ogni mattina da molti anni a questa parte; guardo la stessa immagine della casetta con gli stessi alberi che troppo lentamente continuano a crescere…

Faccio l’ennesima foto di questo quadretto.

Concessione alle pieghe molli della personalità…(ripeto perfino l’incipit di questo mio piccolo scrivere)
Dico che faccia bene, a volte, indugiare in un certo tipo di banale ciclo di rivendicazione dei ricordi, così come ad una specifica modalità di retorica…
Fa sentire un po’ meno snob…

La finisco qui, mi ripeterei oltremodo e la cosa inizierebbe a piacermi.

-diegofanelli –

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Sveglia al solito orario, 5.20

Sveglia al solito orario, 5.20.
La manco.
Non ho la macchina, temporaneamente ferma dal meccanico.
Rapida scorsa su Trenitalia.com, ok, c’è un Intercity che mi porterà al lavoro un po’ più tardi; dovrei pagare anche un supplemento rispetto all’abbonamento regionale, ma va bene, basta arrivare a Brindisi.
Stazione.
Siedo sulla panchina.
Vocina tipica: “Annuncio ritardo, il treno Intercity arriverà con 45 minuti di ritardo, contrariamente a quanto già annunciato”
Cazzo!
Scorro di nuovo Trenitalia.com: c’è un regionale (nessun supplemento da pagare), parte alle 9.21.
Ormai ci sono. Attendo.
Fa freddo, riparo in un bar.
Siedo su un divanetto; un caffè macchiato, grazie.
La cameriera chiede di saldare il conto subito non appena mi serve.
Tiro fuori una moneta da due euro, mentre la accoglie nel palmo inizia a canticchiare (come se avessi azionato un vecchio jukebox)…
La guardo un attimo stranito, ma la cosa mi piace.
Accanto a me due studenti; hanno sotto gli occhi un libro del quale sembrano discorrere tra una chiacchiera e l’altra…
Ho finito il caffè.
Sono le 8.44.
Alle 9.21 mi auguro che il treno sosti sulla banchina e apra le porte.
Se così non dovesse essere, alzerò i tacchi e, nel recarmi a casa, un jukebox nella mia testa seguirà questo percorso…

“Ricerca artista”
“Lettera iniziale M”
“Artista scelto…MASINI MARCO”
“Canzone scelta, lettera iniziale V…”

“VAFFANCULO!”

– diegofanelli –

Licenza Creative Commons
Il blog “noninundemonesolo” (e tutti i contenuti in esso pubblicati, eventualmente condivisi anche su altre piattaforme esterne al blog stesso), di proprietà di Diego Fanelli (aka – diegofanelli – ), email: diegobruges@gmail.com, è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: