…got nobody

Si cammina con una playlist Indie straniera scelta a caso, qui.
Tre ragazzini su tre vespe in mezzo alla strada. Io attraverso, loro svoltano prima.
Un manifesto dice “Anteprima Cosmica” alla mia sinistra, rifletto sul possibile significato; non che non ce l’abbia già in mente, però indugio sull’accostamento dei termini, la loro funzionalità linguistica.
Tolgo un auricolare dall’orecchio, la gente attorno dà vita ad un vociare sostenuto come solo l’avvento dell’autunno, distacco dall’estate, riporta a quest’ora.
Sono le 18.56 e ho la conferma che le spiagge hanno detto addio agli assalitori compulsivi della domenica, inviandoli a sorseggiare ogni liquido in locali come questo.
Un ragazzino mi ha appena chiesto, scusi è libera questa?, in tono molto educato e io, dopo avergli risposto, sì, prego!, mi chiedo chi fosse maggiormente fuori contesto nello scambio generazionale: se lui o io, troppo formali per l’età di lui.
Mi torna “Anteprima Cosmica”, la domanda di significato un po’ inutile che mi ponevo.
E quei ragazzini sulle tre vespe: dov’erano diretti, nella loro assenza di quesiti?
Guardo il display dello smartphone, leggo “Chad VanGaalen” e la sua canzone “Mind Hijacker’s Curse” che ho messo in loop per tutto il tempo di questo mio scrivere.
Non l’avevo mai ascoltata prima d’ora; e non so chi sia Chad VanGaalen…
Perché?

– diegofanelli –

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Disfa

Il disordine,
una particolare forma d’accoglienza; ti invita: vieni, disfa con la tua presenza, aggiungi livelli di cose viste e raccontate da mescolare.

Chissà quando, nel tempo, sarà emozionante riscoprirti nel passaggio…

Intanto, sei qui.

– diegofanelli –

“GIoACCHINO”, SPETTACOLO di e con VALENTINA ELIA (musiche originali di Mirko Lodedo) – le mie riflessioni

Prima che tutto cominci, si ha quasi l’immediata e magica percezione che la scena ci avvolga in un cono immaginario e lucente: un canale visivo entro cui interessare lo sguardo. Un cono, sì; che ha il vertice esattamente nel cuore di una presenza situata al … Continua a leggere “GIoACCHINO”, SPETTACOLO di e con VALENTINA ELIA (musiche originali di Mirko Lodedo) – le mie riflessioni

Bari

Bari.
Due giorni di corso.
Ieri, primo giorno.
Vago senza meta a pausa pranzo, alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa.
Mi imbatto in un locale, ci vedo scritto “Ristorante / Pizzeria”: in Largo Ciaia, fa angolo con una strada della quale non ricordo il nome.
Entro e vengo accolto da un vecchietto. Tutto il posto sembra fermo a qualche decennio fa, ad occhio e croce gli ’80; tavoli apparecchiati con delle tovaglie di carta a quadri con diverse gradazioni di giallo (vado a memoria, potrei sbagliarmi); sedie in legno.
Il vecchietto è gentile, cammina stancamente. Mi chiede dove desidero sedermi, ma poi mi suggerisce una posizione dicendomi che in questa maniera posso guardare la tv.
Prende la mia ordinazione, lo fa senza scriverla.
Arriva dopo poco un altro vecchietto (ha qualche difficoltà deambulatoria), porta la bottiglietta d’acqua naturale che avevo chiesto; la apre lui – lasciandoci il tappo sopra – e la posa davanti a me.
Sento una voce richiamare la mia attenzione: è il vecchietto di prima che mi chiede nuovamente il nome della pizza.
Glielo ridico, mi volto verso la tv e sorrido.
Mi piace tutta la situazione.
Alla tele riconosco il Dott. Massimo Recalcati, psicoanalista, è ospite da Augias.
Interrogato a proposito della vita, di cosa sia sostanzialmente, risponde pressappoco così (spero la memoria non mi faccia difetto): che essa è fondamentalmente una resistenza alla morte…

Mi guardo ancora attorno…il locale che mi ospita…
Intanto arriva la mia pizza, il primo vecchietto la lascia al mio tavolo e va lentamente via.
Mangio.
Pago, ed esco.

Oggi, non ho vagato. A pausa pranzo sono tornato lì.
Volevo rivivere le stesse cose, le stesse scene, e mi hanno inconsapevolmente accontentato.

Li ringrazio,
tramite un sorriso che proprio adesso rivolgo al sole.

– diegofanelli –

Grazie

Sembra passata una vita da quando le mie parole: “non tocco gli animali: loro lì, io qui”, facevano da leitmotiv con cui frapporre una distanza siderale capace di congedarmi dignitosamente dall’invito del vostro immenso potere. Eppure, mi avete svelato che si può attingere ad un … Continua a leggere Grazie

FAMA TARDIVA, di ARTHUR SCHNITZLER – LA MIA RECENSIONE (NO SPOILER)

Eduard Saxberger è ormai sulla settantina. Usa fare una passeggiata prima di rientrare a casa dopo il classico lavoro da impiegatuccio. Giornate uguali alle altre. Circolarità. C’è un giovane che l’attende Sig. Saxberger! È di là; dice la governante. Ho letto “Passeggiate” Sig. Saxberger, lo … Continua a leggere FAMA TARDIVA, di ARTHUR SCHNITZLER – LA MIA RECENSIONE (NO SPOILER)

Rileggere

Rileggere le parti evidenziate d’un libro letto; d’un fiato, ma con la giusta accortezza… Come ricordare un amico, a cui appartengono un po’ i tuoi occhi, un po’ le tue risonanze… – diegofanelli – Nota: rileggevo le parti evidenziate d’un libro per cui mi appresto … Continua a leggere Rileggere